Ecco perché il turnover nella tua azienda è così elevato

Ecco perché il turnover nella tua azienda è così elevato

Il turnover, o cambio del personale, è definito come il flusso di persone che entrano ed escono da un’azienda. Nonostante possa essere considerato un aspetto negativo all’interno dell’azienda, bisogna tener conto del fatto che il turnover non è sempre un fattore negativo. Esistono infatti due tipi di turnover: uno fisiologico ed uno patologico. Il primo è un fenomeno del tutto naturale collegato ad avvenimenti che si verificano inevitabilmente all’interno dell’azienda, come il pensionamento o il licenziamento di persone. Il turnover è patologico invece quando il dipendente decide di lasciare l’azienda per motivi differenti che possono riguardare il contesto lavorativo in cui si trova a lavorare o il rapporto con il vertice aziendale.

Quali sono le vere cause del turnover aziendale?

Il turnover aziendale è legato ad un aspetto in particolare e personale del collaboratore: l’insoddisfazione lavorativa. L’insoddisfazione può essere spiegata attraverso differenti fattori, tre di questi in particolare vengono spesso sottovalutati pur rappresentando in realtà gravi motivi di insoddisfazione del collaboratore:

1. Sovraccarico di lavoro

A causa dei differenti tagli al personale che possono essere compiuti per diverse motivazioni, poche persone si trovano spesso a dover affrontare un carico di lavoro eccessivo e non adeguato per lo svolgimento da parte di una singola risorsa. Molto spesso quindi, le persone sono costrette ad affrontare turni lavorativi molto più lunghi del previsto con conseguente incremento dei livelli di stress.

2. Modalità di gestione del lavoro stressanti

Spesso le aziende non condividono e comunicano con chiarezza e trasparenza gli obiettivi che l’azienda intende raggiungere e per questo motivo i dipendenti svolgono del lavoro che non sanno bene a cosa porterà.

Inoltre i dipendenti molto spesso si trovano nella condizione di dover chiedere continuamente informazioni ad altri, o a cercarle ovunque, rallentando i tempi di lavoro e causando ancora una volta un aumento dei livelli di stress. L’organizzazione delle informazioni è pertanto fondamentale per ridurre i tempi ma anche e soprattutto, per alleggerire il carico di lavoro del personale e semplificargli lo svolgimento delle mansioni attraverso la distribuzione delle  informazioni in modo chiaro, preciso ed organizzato.

Tutti questi fattori possono provocare una persistente condizione di stress all’interno del collaboratore che lo porterà a prendere in considerazione l’opzione di abbandonare l’azienda, proprio a causa della scarsa organizzazione interna soprattutto a livello informativo.

 3. Scarsa autonomia

È importante che all’interno dell’azienda un collaboratore abbia l’opportunità di scegliere, insieme ad altre persone, quali obiettivi bisognerebbe raggiungere e soprattutto di determinare con quali modalità sarà possibile raggiungere questi obiettivi.  Permettere al collaboratore di avere un certo grado di autonomia è importante per migliorare la qualità della vita del dipendente all’interno dell’azienda. Ci sono persone che, molto più di altre, tengono particolarmente alla propria autonomia e questo aspetto è importante che venga compreso il prima possibile dall’azienda. Quest’ultima dovrebbe infatti riuscire a conoscere le persone e proporre delle soluzioni organizzative che siano in linea con quanto ogni persona necessita. Se un collaboratore ha particolarmente a cuore l’autonomia, non concedergliela porterà ad una grande insoddisfazione lavorativa dello stesso e dunque le probabilità di abbandono del lavoro saranno più alte.

Soltanto con una conoscenza profonda del proprio personale e comprendendo che i vertici aziendali non devono necessariamente mantenere tutto sotto il proprio controllo, si permetterà ai dipendenti di sviluppare una propria autonomia migliorando la loro soddisfazione e di conseguenza, con tutta probabilità, anche i risultati lavorativi raggiunti.

Cosa dovrebbe fare l’azienda per contrastare questo fenomeno?

Dal momento che l’avvicendamento del personale comporta per l’azienda innumerevoli costi, anche di entità piuttosto elevati, l’organizzazione dovrebbe cercare il modo di contenere quanto più possibile questo fenomeno. Il contenimento del ricambio del personale può essere evitato attraverso diverse iniziative:

Colloqui al momento dell’uscita

Per cercare di contenere il turnover aziendale, le organizzazioni dovrebbero interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto una persona ad abbandonare il luogo di lavoro e, per comprenderle fino in fondo, è necessario fare dei colloqui con i quali chiedere ai diretti interessati le loro motivazioni. Per assicurarsi che le persone dicano la verità sulle ragioni che hanno spinto all’abbandono, si può pensare di non chiedere direttamente le motivazioni di questa scelta, ma piuttosto di chiedere quali siano i possibili miglioramenti che andrebbero apportati all’organizzazione per il benessere di tutti.

Contro-offerta

Una delle tecniche più utilizzate per contenere il turnover aziendale sono le contro-offerte. Tuttavia questo sistema non è così efficace come si potrebbe pensare perché non va a risolvere i problemi alla base delle ragioni che spingono all’abbandono dell’azienda, come per esempio le relazioni interpersonali insoddisfacenti, le scarse opportunità di crescita a livello professionale o una retribuzione inadeguata. Questa tecnica quindi, seppur ancora molto utilizzata dalle aziende, non garantisce il trattenimento del dipendente a lungo all’interno della stessa, può essere vista infatti come una soluzione solo momentanea.

Interviste periodiche

Prima che le persone decidano di abbandonare definitivamente l’azienda, è possibile prevenire questo fenomeno attraverso l’impegno dell’organizzazione in interviste periodiche effettuate a tutti i dipendenti. È importante sottolineare come tutti i dipendenti dell’organizzazione debbano essere coinvolti in questo processo. Soltanto in questo modo infatti le persone sentiranno che l’azienda è davvero interessata a loro e ha a cuore il fattore umano. Attraverso queste indagini e con l’utilizzo di domande mirate è possibile per un’azienda andare a comprendere come si sentano i dipendenti rispetto ad alcune dinamiche aziendali. Con  le domande  rivolte al personale si dovrebbero andare ad indagare aspetti molto personali come ciò che rende più soddisfacente il lavoro per un dipendente, se la retribuzione è adeguata alla sforzo richiesto, che cosa potrebbe essere migliorato. Attraverso questi colloqui individuali dovrebbe essere possibile rilevare quali siano le aspirazioni di ogni persona, utili per comprendere come l’azienda possa agire per supportare più efficacemente il raggiungimento degli obiettivi del proprio personale;

L’ultimo aspetto da considerare per quanto riguarda il turnover aziendale è quello relativo ai numeri: un turnover non va bene quando è troppo elevato ma non va dimenticato che non dovrebbe mai essere neanche troppo basso. Per quanto possa sembrare strano che un’azienda necessiti di abbandono da parte del personale, bisogna considerare che l’avvicendamento delle persone può avere risvolti positivi se le persone che abbandonano l’azienda sono poco talentuose. Dunque per  i vertici aziendali è importante controllare che questo fenomeno si attesti intorno a valori equilibrati e non registri picchi di nessun tipo.